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:*-°^_°+*...MADRIGALE°-+*_^*-°.:.+...Con se stessi si convive per tutta la vita.... July 22 ...^_^...che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero Paulo Coelho June 04 esercizi di stile...Diario: 21 Novembre 2008
Piovono lacrime sul sagrato di S.Matteo, sull’ardesia ed il marmo ingrigito di smog, sull’insegna d’ottone del calzolaio all’angolo di Via Chiossone, e su di me. L’ho fatto. Non mi muovo. Aspetto di sentire. Mi commuovo nel riavvertire i brividi sul collo, mentre la camicia si inzuppa e mi si appiccica sul petto madido di sudore. Mi sorprende ogni goccia sul braccio, ogni pelo intirizzito, ogni segno della mia presenza. All’improvviso inspiro. L’odore di sale, di intonaco bagnato, di pietra umida mi risveglia. Voglio vederlo. Il suo richiamo mi rialza e mi trascina giù per i carruggi uggiosi, mentre ad ogni respiro tento di trattenerlo dentro di me, ancora un po’ più a lungo. Le pareti dei palazzi mi si stringono attorno come ad impedirmi quella doccia salvifica. Sempre più velocemente mi affretto per Campetto. Quanti volti sfuggono il mio sguardo nello slancio verso il riparo, mentre lingue di vento lambiscono loro le membra infreddolite insinuandosi tra le pieghe ormai zuppe di trench e sciarpe in cui sono infagottati. Il mio respiro si fa più affannoso sulla soglia di Piazza Banchi finché ecco che la luce filtrata dalle grondaie inonda la mia vista abituata alla penombra dei carruggi, e in quell’atmosfera sospesa ed ovattata il cielo bianco di nubi mi mostra il suo confine. Finalmente il Mare. Mi riempio i polmoni di quell’aria salmastra del porto e, rincuorato, rallento il passo. Caricamento tutta si sta svuotando, mentre ogni cosa muta. Ogni attività si adegua al nuovo clima e così i venditori si rifugiano nei portici sottoripa, le edicole si coprono di pellicola trasparente e nulla si ferma. A Genova il tempo è denaro: affermazione che ormai vale globalmente, ma qui si vanta di una pratica plurisecolare. Afferro il parapetto che mi divide dall’acqua. Il freddo del metallo distende le mie mani tese ed arrossate. Guardo il mare. Non mi occorre voltarmi. Conosco a memoria il susseguirsi dei colori degli edifici dietro S.Giorgio, il nugolo fremente di turisti sotto l’Acquario, le palme che si scontrano con l’anima del porto e l’asfalto che ricopre la riva intervallato da lapidi multiformi come il Bigo e gli impianti eolici allineati militarmente sulla via dei Mercati del cotone. Percorro l’antica passeggiata sulla riva e non faccio che fissare il mare. Così paziente ed immutabile nella sua versatilità, dignitoso ed antico, memore di una temerità passata ed ora obsoleta sotto il peso di cemento e chip, ma viva. Penso alla mia città: a Via Garibaldi, che percorrevo per andare a scuola, con i suoi palazzi ognuno eccellente in un’arte; a tutti i vicoli, se qualcuno li conosce tutti; alla cattedrale, guadagnata da questa gente forte con sacrifici e furti; alle mille cappelle disseminate come scrigni negli anfratti più impensati, a Castelletto e al Righi dove guardavo le stelle, alla panchina dove mangio la focaccia calda in pausa pranzo e ai mille locali speciali, segreti, fatti di cunicoli e antiche cantine o di specchi e maioliche pregiate, e rifletto su tutto ciò che fa di questa mia città, Genova. Forse sbaglio. Forse tutta la mia rinascita non è che un perverso scherzo della mia fragile e tormentata psiche e sto per fare del male a molti. Non cambierò idea ugualmente. Troppa la superbia, l’egoismo, la curiosità fremente e la certezza del mutamento. Troppi i vicoli del mio intricato io. Poco il tempo per dipanarne anche solo alcuni. Poca anche la volontà di farlo. Per la prima volta sento in prima persona. Io che ogni giorno osando con lo sguardo oltre la nicchia bianca illuminata solo dalla luce del mio pc e la massa dei miei cloni potevo scorgere oltre la finestra dell’ufficio il pulsare di quella vita che anelavo in ogni passante e descriverlo minuziosamente sulla carta riportando dettagli emozionali che nemmeno lo sconosciuto sapeva di provare. Non ho fatto che scrivere sempre di altre cose, altri luoghi, altre persone, rinchiudendo in quelle pagine i miei sogni. Io, che per tutta la vita ho immaginato di vivere, ora avverto il mondo, il Mare. Lo faccio per il Mare. Per tutto ciò che ha fatto per me, per la mia vita, per il mio cuore, per tutte le onde che ho contato prima di immergermi e farmi travolgere. Ecco, è iniziato. Un boato potente si unisce al coro dei tuoni celesti. E poi un altro. E un altro. Il cielo grigio crolla con i tetti dei palazzi, rovina a terra con i campanili delle chiese. Tutta l’aria si riempie di polvere e ceneri della città. Mi sembra quasi che un maremoto voglia travolgermi dalle pendici dei monti per poi riunirsi al Mare. Nulla si salva. Ho lavorato bene con gli ordigni. Non mi volto, non occorre. Voglio vedere solo il Mare. Solo lui è rimasto. Solo lui si è salvato. Lui c’era ed è restato. Tutta Genova era Mare. Tutto è tornato Mare e da lui risorgerà, emendata dal lerciume terreno, disinfettata dal sale marino, rigenerata dai frutti delle acque. Eppure forse non sarà diversa. Forse nascerà identica dall’identica fonte. Forse. Mi volto di scatto. L’aria impregnata del pulviscolo è pesante, ed irrespirabile, e come una nebbia fitta mi avvolge completamente nel silenzio. Innanzi al nulla inizio ad inspirare più affannosamente. Il dubbio mi attanaglia: cosa avrebbe voluto il Mare?
esperienza1-06-08 Andromaca
Tentativi di definire ciò che sto ascoltando:
simbolista, shockante, agghiacciante, avveniristico,oscuro...ermetico quasi, o forse. evocativo,virtuosismo vocale, d’avanguardia,…..contrasto armonico
e poi Teseo- ..è come sentire una voce dal passato che urla la propria storia frustrata, contrastata dal rumore stesso. È lotta tra note. Dà i brividi e lascia inebetiti. Trascina in un luogo dove la volontà di definire si decompone anestetizzata dal suono puro…epurato anzi...di ogni estetismo. Eppure è bello. June 02 senza tempoera un pò che volevo pubblicarlo.. ecco il risultato di un pomeriggio di gennaio speso a (non)studiare latino...
Caterina lo amava alla follia. Era arrivata in anticipo, di molto. Il luogo stabilito era un ponte di pietra chiara, di quelli che al crepuscolo si tingono di tutte le sfumature di rosa e di porpora fino ad offuscarsi in un nascondiglio opaco al calare delle tenebre. Era medievale, o almeno così credeva la ragazza che fin da bambina giocava in quei pressi ed era solita scatenare guerre declamando dall’alto di quel palco con tanto di stemma inciso nella roccia alle moltitudini di soldati, cavalieri o semplici cortigiani che popolavano il suo immaginario infantile. Stava su quel ponte che sembrava contenere l’impeto sfacciato del torrente con paternalistico affetto. Stava appoggiata sul parapetto e pensava, sentiva. La pietra ancora emanava un poco del tepore del sole a mezzodì, mentre la brezza pomeridiana sempre più fresca suggeriva la fine delle ultime giornate autunnali e preannunciava il tramonto. Sentiva il pizzicare di quel venticello sul viso e piccoli brividi le scesero rapidi dalla cervice alle spalle, intorpidendola. Era tesa ma contenta. Viveva il suo sabato con consapevole entusiasmo ed eccitazione crescente. Temeva non sarebbe giunto. Voleva fermare il tempo, trastullarsi tra dubbio, disperazione e rinnovata speranza; cullarsi in quel frenetico limbo incorniciato di lei e che da lei pulsava tutt’intorno. Nelle piante, nei cespugli, tra le fronde di quel boschetto di bambola che circondava il paese, nello scroscìo del ruscello sotto di lei e nella sua voglia di fuggire via, effimero, dinamico, nel nervoso ronzìo delle ultime incoscienti cicale condannate all’inverno venturo. Fremeva e tremava al pensiero di lui. Le mancava tanto. Del giorno in cui partì per lavorare in città ricordava solo il gesto di rimetterle i capelli dietro le orecchie, mentre il pollice le scorreva sotto gli occhi umidi di certezze, già sapienti di un dolore futuro, delle cicatrici di domani. Così le aveva asciugato le lacrime prima di salire sul trenino a due vagoni che portava oltre le montagne, poi l’aveva baciata piano, senza fretta, frustrazione, disperazione, l’aveva baciata come chi può baciare ancora, con la certezza negli occhi di un amore solo iniziato e con la tenerezza di chi lascia, ma non abbandona. Era ancora con lei. Il sole calava. Non aveva idea dell’ora, ma sapeva che sarebbe arrivato. No, non voleva che arrivasse in quel momento, il crepuscolo non è romantico, è sopravvalutato per la tavolozza di colori con cui tinge le valli e per tutti i sonetti di cui è protagonista. Il tramonto è infingardo, ti stordisce con le sue luci, ma è effimero, e prima che tu te ne possa saziare è già fuggito via. Meglio che Andrea arrivi tra un po’, quando le tenebre avranno coperto la volta celeste di stelle e la notte calda potrà cullare i nostri sospiri fino all’alba, mentre le parole ed i racconti di lui riempiranno l’aria ed io potrò saziarmi della sua voce e del suo abbraccio tenero. Tutto questo continuava a pensare Caterina e mentre il soffio gelido della notte faceva capolino tra le maglie della giacchetta che indossava, lei si riempiva degli aromi notturni, profumi di brina e di bosco, e ripeteva dentro di sé le lettere di lui, parole che risuonavano dentro di lei, e pulsavano, e scandivano i minuti. Ricordava le prime, sebbene più impacciate ed ambigue, come le più care perché contenevano in loro tutta l’insicurezza dell’innamoramento. Ogni parola, ogni esitazione era soppesata dal suo cuore speranzoso fino a ritenerla letale o salvifica, ed era scritta da lui con altrettanto affanno. Poi la confidenza, la spontaneità, la sincerità nel rivelarsi per affetto, a poco a poco, con l’incoscienza di chi ama e non vuole soffrire. E ancora le rivelazioni, le frasi romantiche, i sogni condivisi, i grandi pianti e i sospiri di chi già attende. Era notte ormai; il vento soffiava spazzando la valle ed il fiume, e tutte le luci si erano spente. Caterina aveva freddo e canticchiava quella sciocca canzone che le piaceva ripetersi per svuotare la mente. Muoveva piano le labbra un po’ arsurate dalla brezza e guardava il vuoto, e piano piano vedeva allontanarsi le fila dei suoi ragionamenti, pensiero dopo pensiero, come una catena di carta velina che si dirigeva verso l’orizzonte. Poi Caterina sorrise. April 20 ...riflessione di oggi:March 05 ........i lettori sono personaggi immaginari creati dalla fantasia degli scrittori...
A.Campanile November 11 trovato su un libro..;-)« La donna nel paradiso terrestre ha sbocconcellato il frutto dell' albero delle scienza dieci minuti prima dell' uomo, e ha mantenuto poi sempre questi dieci minuti di vantaggio », (A. KARR). September 02 .....^_^.....Stavo mettendo in ordine alcuni libri in vista dell'ormai prossimo trasloco (
I hide myself within my flower,
That fading from your Vase,
You, unsuspecting, feel for me -
Almost a loneliness.
1864
Emily Dickinson August 13 ...bad day.a volte guardi nel vuoto aspettando una risposta,
lo sai,lo senti che in fondo a quell'orizzonte sul mare,tra le foglie di quel salice nel riflesso della goccia rimasta sospesa sull'orlo di quella tazzina come abbandonata c'è la risposta a ciò che ti divora,
e allora resti lì, il più immobile possibile, come ipnotizzato, per non perderti l'attimo,l'istante esatto in cui si rivelerà a te
non so perchè lo sai... e non lo sai neppure tu. forse per tutti quei film che detesti in cui avviene,in cui una magica inquadratura minimalista precede la svolta e l'immancabile happy end,lo sai ..o vuoi crederci.sei così disperato che devi crederci con tutte le forze perchè se non sarà così sarà colpa tua,nulla accadrà per il tuo maledetto scetticismo.
poi però l'ultimo raggio precipita oltre lo sguardo,le foglie continuano a spostarsi cullate dal vento e maledettamente indifferenti e la goccia si secca,come a voler estinguere dentro di sè la tua ingenua speranza.
la salvezza svanisce e ti lascia quel retrogusto acidulo,come dolciastro come nauseante che ti rammenta che la scelta la devi prendere tu,e nessuno sceneggiatore per te.
nessuno si premurerà di pensare ad un prosequio nella tua storia,e tu esiterai su particolareggiate elucubrazioni su come sarebbe triste poi se qualcuno la tua storia l'avesse già scritta,che la vita è tua e le scelte..ecco, la parola. d'improvviso ti ritrovi proiettato nel problema, nel dubbio, nella rabbia soffocata da razionale quanto insopportabile sconforto.
la scelta è tua.e magari non ne dipenderà il tuo intero destino; insomma, la storia del carma e delle farfalle che sbattendo le ali provocano cataclismi...è assurda e non ci crederai mai..ma.
è comunque una situazione di merda e le scelte le odi.da sempre..o almeno da quando ti accorgi di farle e quindi ti generano apprensione,tenero eufemismo per frustrazione.
diventi lunatico isterico sempre più nervoso e ti senti patetico.e non è come dovrebbe essere-e non dirò che non lo è mai perchè a volte lo è.
ti accorgi che stai riflettendo su come agire e soprattutto sulle conseguenze delle tue azioni e su che persona vuoi essere nel farle.
ti arrabbi perchè ti rendi conto che uno dei tuoi fattori di scelta sono gli altri:come la prenderanno,come ti giudicheranno,come si comporteranno con te dopo e ti rendi conto di come è insensato il clichè del uomo che è migliore se non fa caso al giudizio altrui.ti senti debole. vulnerabile
non sai che fare,di nuovo.
alla fine rimandi,attimo dopo attimo trattenedoti nel limbo del dubbio e giustificandoti con te stesso con la scusa della riflessione.
non serve,hai sentito milioni di pareri e non ti importa,ti sei fatto tutte le seghe mentali di rito ed anche qualcuna in più,hai soppesato ogni variabile e tutto questo nelle prime due ore.da quel momento sai esattemente cosa hai di fronte e più ci pensi e più i contorni si sfocano i pro e i contro si mischiano... sceglierai. per forza. eventi contingenti ti porteranno a scegliere all'ultimo secondo l'ennesima strada sbagliata e alla fine dei conti ..
scelte come queste non hanno una soluzione che non ti faccia soffrire,sono scelte bastarde che si presentano pur sapendo di non dare scelta,sono scelte fatue che portano sofferenza in entrambi i casi,ma fanno sì che in entrambi a questa si aggiunga il senso di colpa per averle prese.
sono tutte belle parole,ma ciò non toglie che dovrò scegliere, maledizione, e soffrirò ancora e continuerò a soffrire. July 30 il serpente...cHE CALDO ...EH?!... Impossibile...Non ha senso. Ma che succede qui? -"Stan,passami una birra"- Stan non era in condizione di muoversi però. "Stan smettila di lottare con quel serpente blu.Hai passato l'età mentale dell'asilo mi pare. Sparo. "ok,l'ho ucciso." "Stan sei pazzo?!! Ti sembra il caso di uccidere un serpente qui nel mio appartamento? Cosa diranno i vicini? E per giunta era blu. Giuro che se il sangue che cola non si laverà,ti farò pagare la lavanderia. eh si!..poi parlerai tu a Tina! Bene,-ciao Tina,scusa tanto ma per un'intera settimana da oggi sarai impegnata a ripulire la casa di Joe perchè ho disseminato pezzi di rettile disintegrato ovunque. a proposito,Attenta alle budella...Joe è debole di stomaco e non reggerebbe il disgusto-" ..."Joe,tu sei completamente fatto." "Già,ma non sarei in queste condizioni se tu mi avessi portato qualcosa di meglio. La tua neve sembra presa sull'autostrada..." "Ah,ha...Evita battute simili,ok? Se non l'avessi portata,a quest'ora staresti già a rota e forse sarebbe meglio così. ...almeno non continueresti questa tua logorroica sequela di frasi insensate." "Cosa!? Bravo,Bravo... insultami pure. la prossima volta che verrò nel tuo lussuoso-quanto patetico-appartamento da studente scapolo,mi ricorderò di portare le interiora che Tina non sarà riuscita a rimuovere,così vedremo la tua "apostolica" comprensione!!" "Provaci e faccio saltare a te le cervella. A proposito,dov'è finito il serpente? E se non fosse morto? io non lo vedo più! Joe,aiutami a cercarlo! Ti immagini la faccia di Tina se mentre rassetta trova un serpente blu...!... ...Però...quasi quasi lascio stare... No, Cosa sto dicendo!Forse avevi ragione su quella roba. Stiamo straparlando. Io non avevo mai parlato da solo! Joe!! Ti vuoi alzare da quel divano?! sei così fatto che stai facendo colare tutta la birra sul tuo PREZIOSISSIMO TAPPETO...! ...Uhhhh.... Chi è lo svampito ora?!? Joe !!! ..insomma..Non sto scherzando! aiutami a trovare quel maledetto serpente....è blu per giunta...ti rendi conto?... JOE!!! "Stan,...credo che il serpente non ci fosse." "Ehi, cosa dici ora?!? gli ho sparato qualche minuto fa!! l'hai visto anche tu,no?" " Stan,...ho l'impressione che tu abbia sparato a me." Supplica a mia madre
Supplica a mia madre
E' difficile dire con parole di figlio ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.
Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore, ciò che è stato sempre, prima d'ogni altro amore.
Per questo devo dirti ciò ch'è orrendo conoscere: è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.
Sei insostituibile. Per questo è dannata alla solitudine la vita che mi hai data.
E non voglio esser solo. Ho un'infinita fame d'amore, dell'amore di corpi senza anima.
Perché l'anima è in te, sei tu, ma tu sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:
ho passato l'infanzia schiavo di questo senso alto, irrimediabile, di un impegno immenso.
Era l'unico modo per sentire la vita, l'unica tinta, l'unica forma: ora è finita.
Sopravviviamo: ed è la confusione di una vita rinata fuori dalla ragione.
Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire. Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…
-Pier Paolo Pasolini- April 13 .......c'è un momento durante il crepuscolo in cui la luce svanisce più velocemente...
i contorni vanno sfumando ed il mare si perde perchè non c'è più alcun orizzonte da inseguire...
le luci del porto iniziano a baluginare stagliandosi sull'impercettibile andirivieni dei flutti..e la terra
ed il mare non hanno più alcun confine con il cielo ..e Genova è come sospesa incredibilmente tra essi ed ondeggia piano,nl suo dolce limbo che precede le tenebre...
July 23 persanon riesco a scrivere.o meglio non voglio...
nn mi reputo più all'altezza...tutte le volte che provo ad imprimere un sentimento una sensazione o semplicemente un'impressione sul foglio..quest'ultimo mi sembra rigettarle..lasciando sulla carta solo indistinte linee di inchiostro...
come è possibile?
un tempo rileggendo le mie righe ritrovavo odori e luoghi...riavvertivo brividi venivo circondata ed inebriata dai fumi dei miei stessi ricordi...ora mettere una parola in seguito all'altra quasi mi terrorizza...ho paura di non ritrovare nulla di me stessa nella rilettura di quel brano e così non scrivo...
non volevo essere brava...davvero non volevo.
ma scrivere mi aiutava...
fissando tutti i vortici di pensieri che imperversavano nella mia mente in parole definite una consecutiva all'altra riuscivo a trovare un ordine ma soprattutto a comprendere cosa era reale e cosa frutto della mia mente...
il mio flusso di coscienza si riversava senza ripensamenti sulla tastiera ed io riuscivo a ritrovarmi nelle mie parole...
mi sono persa. July 19 Certo eravamo Giovani Certo eravamo Arroganti
Certo eravamo Ridicoli
Certo eravamo Eccessivi
Certo eravamo Avventati
Ma avevamo Ragione.
Abbie Hoffmann June 13 ....week endeh sì...forse è il caso ke scriva...è un pò ke trascuro qst mio blog..ma la verità è ke nn riuscivo a scrivere...provavo e riprovavo..ma nulla...nessuna parola voleva più scaturire da qst mie dita...però la fine della scuola e qst ultimi fantastici week end mi hanno sbloccata penso o almeno nn potevo nn fermare da qlk parte tutte le esperienze fatte..
sono stata propri bene,ma partiamo dall'inizio..
Due settimane fa credo i miei si sono presi un weekend e x la prima volta in 18 anni di vita ho avuto casa libera nessun orario e cosa fantastica nessun progetto!
è sceso il mio ragazzo,Filippo-giuro ke nn ho idea di cm abbia fatto qll ragazzo a sopportarmi fino ad oggi-così
la sera ne abbiamo approfittato x passare una meravigliosa serata da Nabil...qnt è buono il mallabie!-nn pensate male è un dolce ai millefiori!
sabato pomeriggio siamo usciti ed abbiamo subito rimediato un invito alle erbe,le fantomatiche erbe.
inizialmente dovevamo incontrare Noemi,ragazza fantasticaed impegnatissima oltre ke ottima confidente..beh dopo qst sviolinata...dov'ero rimasta?
ah sì l'aperitivo:alla fine sono arrivati anke Fra ed irene e dopo un'oretta trascorsa tra sollazzi e radio serva abbiamo deciso di accompagnare le nostre amiche ad un appuntamento:salutato Fra ci siamo diretti in via Garibaldi dove ci attendeva un'allegra combriccola molto variegata...un invito improvviso e ci siamo ritrovati in una meravigliosa casa circolare una specie di lungo corridoio tappezzato di librerie di ogni tipo e salotti gentilmente reso disponibile dalla relatrice del melanza...
dopo una mezz'ora eravamo già in condizioni indicibili:tra battute allusive alla birra moretti spumantini ridotti e fumo Filippo completamente brillo ed il "padrone di casa" si erano già inoltrati in un accesa qnt improbabile discussione pseudo filosofica artistica discussione cn abissi sessuali e sarcastici...mentre gli altri si abbandonavano sulle poltrone circuiti dai fumi dell'alcool senza capire-o voler capire-il dibattito in corso.... insomma il delirio!
intorno l'una io e Noemi decidiamo di preparare un caffè x riacquistare-..e far acquistare....-una parvenza di ragione ai partecipanti della psichedelica serata...
purtroppo a poco ci saremmo accorte ke l'anziana convivente era troppo zitella x possedere un'intera bustina di caffè e così preparata una caffettiera da due-metà della quale si è rovesciato addosso Filippo...hihih momento divertentissimo vi assicuro-ci siamo accontentati dell'onnipresente qnt tremendo caffè solubile..ma il nostro compito era più difficile del previsto!
mentre preparavamo la pozione ristoratrice sulle note di legabue nonchè vasco..era iniziato in salotto un lamento pseudo cantato di "ti voglio bene"...no comment-
anke i più bei momenti hanno un termine e qll era la conclusione della serata....ma assolutamente no!!
dopo poco più di mezz'ora salutato melanza i nostri eroi vagavano x gli oscuri vicoli della città in cerca...
x poi ritriovarsi..a casa di Irene!!
alle tre la poveretta faceva ancora la spola x condurre i membri dell'insana truppa a casa sua...-anke tu abitare a marassi!!- dunque dopo 15 o 16 corridoi petrcorsi a vuoto in un palazzo sconoscito sono riuscita a raggiungere l'appartamento di lei-sono un disastro lo so..ma neppure io ero completamente sobria!!-
e a fumarmi la meritata sigaretta in terrazzo...
alle cinque di qll rocambolesca serata tre delle nostre eroine erano ancora sul divano letto a scambiarsi battute sul fim "giovani carini e disoccupati"-ke bello qll attore!- mangiando budini al cioccolato...meraviglioso!!
la mattina seguente sono stata svegliata all'alba delle 11 da Filippo...uffi era praticamente l'alba!...:-P
Ma qst era solo il primo dei week end fantastici vissuti,infatti giovedì ero nuovamente alla stazione ad aspettare un ragazzo ed una gatta...
il venerdì mattina la nmostra eroina si è svegliata alle sette x presentarsi a scuola dove nn solo la prof di storia ha deciso di interrogarla (9 giugno!! ma è possibile!) ma la stessa prof ha deciso di continuare ad interrogarla xkè interrotta da una provvidenziale prova antincendio!
con abilità magistale e velocità felina è stato redatto un breve ma esplicativo sms x avvisare un'amica-Noemi sei la mia salvezza!-di far entrare a scuola Filippo durante l'interrogazione...
all'alba delle 9.40 la prof ha deciso ke se nn le avevamo detto qnt "capelli" aveva napoleone le bastavano i peli nel naso e ci ha lasciati liberi di correre all'assemblea musicale!
trovato il suddetto santo-Filippo- e gli altri amici ci siamo spaparanzati nel bel mezzo del cortile a cazzeggiare-qnt mi viene bene!!!- e prendere un pò in giro i cantanti
l'assemblea ravvivata da corse pazze x le scalinate a caccia di cartelli improponibili o convittari cazzoni a rischio di denuncia x distruzione di mixer...gavettoni e fughe da performance ecclatanti qnt eccessive x qlsivoglia scala di decibel...è proseguita fin quasi le 3!
ma nnera finita :
una breve sosta a casa x poi fiondarsi alla rinomata sfilata equosolidale dove qll faccia ...della mia amica è riuscita a trascinarmi dietro le quinte e ..con la scusa del ritardo delle modelle a farmi sfilare cn metà degli abiti esposti: ke scene!!
tra cotone biologico e gonne a maria nn smettevamo di ridere e meno male xkè ho saputo poi ke ci avevano fotografato....le mie solite qnt note figure...;-P.....
e la sera?
nn penserete ke ci facciamo mancare qlcs !
invito ad un 18esimo alle 10 fortunosamente xò dopo un rocambolesco tragitto castelletto sturla e salutato il fasteggiato un gruppo di furtivi temerari si è allontanato dal locale x raggiungere un anfratto della spiaggia...e passare da un'inizio di serata spento ad uno...fluttuante...
rinvigoriti e pronti siamo poi entrati nel locale pieno di stereotipi di pubblicità di abbigliamento fashion ke si muovevano al ritmo pop...
ma senza scoraggiarci siamo scesi in pista e abbiamo fatto faville!
....la fine alla prossima puntata.....
(traduzione=nn faccio in tempo a finire il racconto...) June 06 3/6/06....Qst week end è stato davvero meraviglioso e nn vedevo l'ora di raccontarlo ma qlcn mi ha preceduto e l'ha fatto così bene ke è meglio lasciar parlare lei....:
June 02 ........il peggior modo di sentire la mancanza di qlcn... è sedersi accanto a lui e saxe che non sarà mai più tuo...o non lo è mai stato...e continuare a sedergli accanto.giorno dopo giorno.... April 11 ....hihihihi... Vi stupite qnd la prof. scrive note del tipo l'alunno xxxxx gioca a carte con il vicino di banco?
Leggete le prodezze letterarie su qst sito:
hihihi!! April 08 ....a volte....Ci sono momenti in cui lotto per non dissolvermi.
mi impegno alacremente penso continuativamente ad esistere e così mantengo la mia essenza
la stringo forte tra le dita....x nn farmela strappare....
ci sono attimi in cui il mondo crolla attimi in cui nn vedi le macerie di ciò ke resterà...nn ti è concesso.
quel secondo si prolunga e tu riesci a vederel'inizio della frana, la vedi alta sopra di te
nn ti importa se ti travolgerà qst ti colpisce in quell'istante
egoismo:nn pensi al mondo alle macerie alla distruzione alla causa ai superstiti
ti preoccupi xkè per un millesimo hai pensato che nn ti importava morire
ci sono volte in cui ti sforzi di trovare una ragione ke valga tutto il tuo dolore
ce ne sono molte lo sai per certo,ma tu vuoi qlcs ke t pervada la mente subito qlcs ke ti dia una ragione x andare avanti
la mia è lui
ci sono volte in cui chi ti vuole bene ti ferisce xkè vuole farlo e le ferite che vedi nn bruciano qnt il pensiero delle cicatrici ke resteranno
ci sono minuti che nn vorresti vivere parole ke nn avresti voluto ascoltare
ci sono momenti in cui le tue peggiori paure prendono forma ed il terrore ke t pervade è incomparabile allo smarrimento che provi
ci sono colonne che cadono
ci sono sogni che precipitano ci sono rimpianti opportuni e colpe ingiuste ma ogni macigno ti perfora dall'interno
ci sono lacrime
tante
ma nessuna può offuscare ciò ke vedi...
h.10.15 a.m.
...a volte vorrei raggiungerti.
vorrei penetrare il torpore di tuoi okki persi kissà dove o l'incertezza della tua voce strozzata alla cornetta...
vorrei ke le mie parole vibrassero dentro te fino ad infrangere ogni tua paura...che il mio sguardo ti circondasse come una barriera solidissima e tu ti sentissi sicuro nel mio abbraccio... vorrei essere con te ogni volta che ti tormentano i tuoi demoni x scacciarli dalla tua mente...vorrei ke ogni mio gesto ogni mio movimento ti dimostrasse quanto ti stimo qnt tengo a te qnt ti voglio bene...affinchè tu mi creda.
perchè quando ti parlo vorrei solo che nei tuoi occhi ci fosse un barlume di fiducia...anke sfocato anke lieve ed oscillante..
a volte mi sento uno straccio; sento che l'umidità mi pervade,rallentando ogni mio roflesso,appesantendolo.
ed io non posso far altro in quelle situazioni ke strisciare,mortificando ogni mio pensiero,verbo...
a volte mi sento inutile,stupida, infantile impotente rispetto la tristezza immensa ke ti pervade...
a volte mi sento ferita,dilaniata dalla miriade di frecciate che mi colpiscono,ma nn mi importa,nn scende siero dalle mie piaghe nè sangue,solo lacrime,non soffro davvero; piango solo con la mente qnd vaga,qnd impercettibile ti raggiunge,entra in contatto con te,ti sente.
Forse è anima,non lo so,non ho fede,non in questo.
Soffre però,qll,nel vederti,cm se i tuoi demoni fossero i suoi.
Hai dentro ciò ke ognuno dovrebbe desiderare o forse sono io ke mi confondo sulla brama altrui.
Riesci ad amare,ma nn te stesso e nn ce n'è motivo.
Qualcuno una volta mi ha detto ke solo le persone estremamente sensibili ed estremamente intelligenti talvolta si odiano...
io non te lo dico. non x consolarti.
Tu sei davvero così: sei sensibile o nn ti accorgeresti delle lievi increspature nel mio volto qnd sn triste nè del tono strozzato ke ho talvolta al telefono....sei empatico ed intelligente,sei intraprendente e creativo,o nn staresti realizzando un progetto unico...sei insicuro ed esitante talvolta o il tuo ego ti impedirebbe di riflettere di vedere gli altri come fai,ti arrabbi anke qnd qlcn-anke te- ti delude,ti svaluta non capisce l'abisso ke hai dentro,,,,,ma qst,tt questo ti rende umano e bellissimo al contempo.
...vorrei solo ke nn soffrissi così....cm solo tu riesci a soffrire,ma ciò ke voglio nn si realizza per mio volere,.....vorrei almeno ke mi consentissi di starti accanto...o anke di accostarmi un poco.....starò in silenzio tra i tuoi pensieri: lo prometto.
March 13 Esercizi di stile......cHE CALDO ...EH?!...
Impossibile...Non ha senso. Ma che succede qui? -"Stan,passami una birra"- Stan non era in condizione di muoversi però. "Stan smettila di lottare con quel serpente blu.Hai passato l'età mentale dell'asilo mi pare. Sparo. "ok,l'ho ucciso." "Stan sei pazzo?!! Ti sembra il caso di uccidere un serpente qui nel mio appartamento? Cosa diranno i vicini? E per giunta era blu. Giuro che se il sangue che cola non si laverà,ti farò pagare la lavanderia. eh si!..poi parlerai tu a Tina! Bene,-ciao Tina,scusa tanto ma per un'intera settimana da oggi sarai impegnata a ripulire la casa di Joe perchè ho disseminato pezzi di rettile disintegrato ovunque. a proposito,Attenta alle budella...Joe è debole di stomaco e non reggerebbe il disgusto-" ..."Joe,tu sei completamente fatto." "Già,ma non sarei in queste condizioni se tu mi avessi portato qualcosa di meglio. La tua neve sembra presa sull'autostrada..." "Ah,ha...Evita battute simili,ok? Se non l'avessi portata,a quest'ora staresti già a rota e forse sarebbe meglio così. ...almeno non continueresti questa tua logorroica sequela di frasi insensate." "Cosa!? Bravo,Bravo... insultami pure. la prossima volta che verrò nel tuo lussuoso-quanto patetico-appartamento da studente scapolo,mi ricorderò di portare le interiora che Tina non sarà riuscita a rimuovere,così vedremo la tua "apostolica" comprensione!!" "Provaci e faccio saltare a te le cervella. A proposito,dov'è finito il serpente? E se non fosse morto? io non lo vedo più! Joe,aiutami a cercarlo! Ti immagini la faccia di Tina se mentre rassetta trova un serpente blu...!... ...Però...quasi quasi lascio stare... No, Cosa sto dicendo!Forse avevi ragione su quella roba. Stiamo straparlando. Io non avevo mai parlato da solo! Joe!! Ti vuoi alzare da quel divano?! sei così fatto che stai facendo colare tutta la birra sul tuo PREZIOSISSIMO TAPPETO...! ...Uhhhh.... Chi è lo svampito ora?!? Joe !!! ..insomma..Non sto scherzando! aiutami a trovare quel maledetto serpente....è blu per giunta...ti rendi conto?... JOE!!! "Stan,...credo che il serpente non ci fosse." "Ehi, cosa dici ora?!? gli ho sparato qualche minuto fa!! l'hai visto anche tu,no?" " Stan,...ho l'impressione che tu abbia sparato a me." February 09 ...oggi avevo bisogno di poesia...."Nelle mie dita tenevo un gioiello
February 06 - Domanda -Shhhh...
C'era silenzio attorno. Nei suoi occhi,nella gola. Non nella mente xò.Lì era il caos,l'intemperia,la furia. Neppure nello stomaco. non c'era lacrima. ( Si dibattevano.
era la tregua la paura. quel velo di rassegnazione era la fine. no.non capirai.
troppe le tele che non hai seguito. il ragno non sono io Sono solo la ragnatela. ) shhhhh,shhhhh...
Non dire un parola! non è là che cerco. Voglio la vita. voglio te.Voglio ciò che è rumore Non sopporto il tacito assenso di una morte annunciata Sei di più. Che fare dunque? Una è l'abbraccio silenzioso,l'altro la furia. Entrambi dolgono entrambi feriscono Non voglio dolore x te. nè x me. December 15 ...passerà..ve lo prometto.il Natale per me è sempre stato tra i periodi più belli dell'anno
nn x la festa in se,qll ke ormai è solo consumistica e slegata anni luce da qlsivoglia credo...ma l'evento
è sempre stata la mia occasione di dedicare un momento in più(ben inteso nn l'unico all'anno)all persone cui sono legata
nn solo mi esalta girare x le vetrine illuminate da bagliori dorati argentati verdi e scarlatti e lungo le strade impreziosite da improbabili abeti liguri... ma posso dedicare minuti ore giornate a pensare alla cosa più gradita per ognuno anke nn fosse un oggetto ma un'uscita a teatro...una passeggiata,un sogno qlsiasi...
...proprio x qst....mi sento cs male
xkè in qst'atmosfera le due persone cui voglio più bene...sono a pezzi....
e nn sono pensieri cm è ingiusto a straziarmi la mente qnt la mia impotenza innanzi a tutto ciò...nn posso fare nulla per loro..nn posso alleviare le loro pene nè sxare di risolvere i loro problemi...
posso solo stargli accanto in lunghi silenzi rotti dai loro singhiozzi...mentre il cuore mi si scheggia lentamente mentre le lacrime rigano loro il volto........
....per di più entrambi invece di sfogarsi liberamente si preoccupao anke x me,del male ke può procurarmi il prendere su di me anche le loro paure incertezze...senza capire che il loro aprirsi cn me in qst momento cs difficile mi risolleva....mi fa pensare ke possono sentirmi accanto ke riesco a trasmettergli tutto ciò che provo x loro a rassicurarli.
"x qst vi prego,parlatemi...nn smettete di sfogarvi cn me e nn pensate a me in una situazione cm qst
Ora io sono qui x voi cn voi,al vostro fianco e nn mi allontanerò x i silenzi la rabbia la disperazione."
Resterò qui.
Sempre.
December 08 ......un'amica.....L'altro ieri ho avuto una brutta discussione cn una persona x me molto importante...
Ero molto giù nn xkè avevamo punti di vista diversi cm al solito ma xkè x la prima volta nn capiva il mio.... l'ho vista urlarsi addosso tramite me....tutto ciò ke avrebbe voluto dirsi... ....e nn pensava a me...
è strato strano,brutto un pò scioccante...insomma ero ancora un pò assente qnd mi ha chiamata Filo..
..l'unica xsona ke poteva scuotermi....
Grazie davvero amore mio...
e grazie a te Cristina...perchè è bellissimo il brano ke mi hai dedicato e perchè mi lusinga ed allieta il pensiero ke tu abbia speso qst parole x me...
Perciò sxo ke nn ti dispisccia se lo pubblico qui di seguito...perchè ho riflettuto seriamente su ciò ke mi hai esortato a fare...
Mi piacerebbe poi, anche se non mi conosce, che tu portassi a Francesca il mio più caro augurio per un futuro nella scuola ricco di speranza e di entusiasmo, di quella fede di cui mi hai scritto nelle infinite possibilità dell'uomo. Le augurei anche un futuro ricco di coraggio, ma mentre la immagino a contrastare il futuro auspicato dai suoi genitori, ho la precisa impressione che il coraggio sia ordito e trama già del suo presente. E quindi: GRAZIE per il vostro coraggio, la vostra follia, la vostra speranza e la vostra fede. Mi rendono certa che nel mondo non mancheranno gli "eroici cavalieri". Che non mancheranno i prometei di cui parlavi (bellissimo già il senso iscritto in quel nome: colui che pensa prima), pronti a ricordare con la loro scelta che nulla è più eversivo del pensiero quando questo è congiunto alla passione per l'uomo, alla "fedeltà alla terra". Che non mancheranno persone che sapranno "continuare, sempre e comunque, a portare avanti le proprie azioni per il cambiamento, nel rialzarsi, sempre e comunque, dal fango che arriva d'ovunque, ripulirsi la faccia e mostrarla di nuovo, più beffarda, più determinata, e più fiera di prima" |
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